nelle Residenze sabaude...

Proclamate nel 1997 "Patrimonio dell'Umanità" dall'Unesco, le residenze reali del Piemonte costituiscono un sistema di straordinario interesse storico-artistico in buona parte coincidente con l'antica Corona di delitie, impianto realizzato tra Sei e Settecento attorno alla capitale secondo un disegno dinastico inscindibilmente legato alla costruzione della capitale barocca. Un vero e proprio anello di residenze extraurbane con funzioni di controllo del territorio che oggi conservano inalterato il loro fascino e la loro scenografica imponenza: luoghi di rappresentazione del potere e del fasto sabaudo, dimore destinate allo svago e alla caccia per una corte in costante ascesa. 

 

>>>PALAZZO REALE 48

Nato come palazzo ducale nella prima metà del Seicento per volere di Maria Cristina di Francia, il palazzo è diventato residenza dei re di Sardegna e dei Re d'Italia dopo il 1861.

Cuore della corte sabauda e luogo centrale del potere, nel corso dei secoli il palazzo è stato ampliato e ciclicamente ridecorato, accogliendo opere dei più prestigiosi artisti e architetti: interventi di differenti epoche convivono armonicamente testimoniando così l'evoluzione del gusto e della cultura di tre secoli di storia sabauda. I percorsi di visita portano a scoprire le sale auliche del XVII secolo, i gabinetti cinesi del 700, le riplasmazioni d'età carloalbertina in stile tardo impero e le imprese decorative post-unitarie.

Dopo lunghi e laboriosi interventi di restauro, sono oggi visitabili gli appartamenti reali di rappresentanza del primo piano nobile e gli appartamenti privati dei Principi di Piemonte e dei Duchi d'Aosta al secondo piano; in alcuni periodi dell'anno è inoltre possibile visitare le cucine reali negli spazi sotterranei del palazzo e gli appartamenti di Madama Felicita del piano terreno.

  • Indirizzo: piazzetta Reale 1, Torino (piazza Castello). L'edificio, nel cuore del centro storico, è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (consulta linee e orari sul sito Gtt - Gruppo Torinese Trasporti)
  • Aperture: l'edificio è aperto tutto l'anno, dal martedì alla domenica
  • Durata della visita: 1 ora circa per il singolo piano -  1 ora e 45 circa per i due piani

>>>PALAZZO MADAMA 53

Con la sua straordinaria complessità, l'edificio può essere considerato oggi il più eloquente testimone della storia bimillenaria della città: nato come porta urbica in epoca romana e poi trasformato in castello medievale, a partire dal 1638 fu eletto residenza preferita dalla prima Madama Reale, Cristina di Francia, e da quella successiva, Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours. A queste due colte e caparbie donne si devono gli imponenti lavori di ristrutturazione e ammodernamento della struttura che nel 1718 ricevette infine la l'imponente facciata barocca ideata da Filippo Juvarra, parte di un grandioso progetto poi rimasto incompiuto. Utilizzato da Carlo Alberto come Pinacoteca regia e divenuto nel 1848 sede del primo Senato Subalpino, il Palazzo ospita dal 1934 le ricche collezioni del Museo Civico d'Arte Antica, oggi esposte lungo un coinvolgente percorso di visita sviluppato su quattro piani.

In occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia, è stato ricostruito il primo Senato d'Italia. 

  • Indirizzo: piazza Castello, Torino. L'edificio, nel cuore del centro storico, è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (consulta linee e orari sul sito Gtt - Gruppo Torinese Trasporti)
  • Aperture:  l'edificio è aperto tutto l'anno, dal martedì alla domenica
  • Durata della visita: 2 ore circa per una visione d'insieme del palazzo e delle collezioni - 1 ora e mezza per un tour dedicato a uno o più settori specifici o alla storia del palazzo

>>>PALAZZO CARIGNANO 60

Sorto per volontà di Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano e progettato dal padre teatino Guarino Guarini a partire dal 1679, Palazzo Carignano è il risultato di una sorprendente successione di ambienti barocchi organizzati intorno ad un corpo centrale di forma ovale, divenuto nel 1848 sede del primo Parlamento Subalpino, e racchiusi da una facciata curvilinea di assoluta avanguardia che interrompe e si impone nel tracciato regolare della città. Dal nucleo centrale si accede alle maniche laterali del palazzo all'interno delle quali Guarini dispone quattro appartamenti indipendenti per il principe di Savoia-Carignano e per la sua corte, in buona parte poi affrescati dal milanese Stefano Maria Legnani detto il Legnanino. L'attuale struttura quadrangolare è dovuta all'aggiunta del corpo di fabbrica ottocentesco costruito per ospitare il nuovo Parlamento italiano. Nel 1861, infatti, nel cortile dell'edificio seicentesco viene costruita un'aula lignea provvisoria per ospitare il Parlamento che negli anni dell'unificazione dell'Italia diventava sempre più numeroso. Nello stesso momento si deliberava il completamento del palazzo antico con un nuovo corpo di fabbrica in cui collocare la nascente Camera, in realtà mai utilizzata a causa del trasferimento della capitale.

  • Indirizzo: piazza Carignano, Torino. L'edificio, nel cuore del centro storico, è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (consulta linee e orari sul sito Gtt - Gruppo Torinese Trasporti)
  • Aperture: l'edificio è aperto tutto l'anno, dal martedì alla domenica
  • Durata della visita: 1 ora circa
  • La visita è effettuata da guide interne. Le guide di Visi-to faranno un introduzione alla storia del palazzo prima della visita

>>>CASTELLO DEL VALENTINO 50

Pur avendo origine in epoca tardomedievale, la parte più illustre della storia di questo splendido edificio situato in riva al Po e nel cuore del Parco del Valentino, uno dei più belli d'Italia, iniziò nel 1564 quando Emanuele Filiberto di Savoia acquistò la struttura per farla ingrandire e impreziosire; per volere di Maria Cristina di Francia, prima Madama Reale, gli architetti Carlo e Amedeo di Castellamonte eseguirono grandiosi lavori tra il 1630 ed il 1660, trasformando la villa fluviale in un castello dal fascino unico per la mirabile fusione di elementi architettonici di gusto transalpino e italiano. Il castello divenne così la dimora di loisirs prediletta da Maria Cristina che qui amava soggiornare a lungo con la corte, organizzando feste pubbliche, tornei d'amore, giostre e caroselli. Restano a ricordo dell'epoca estese decorazioni ad affresco seicentesche e spendide decorazioni a stucco bianco e dorato in buona parte degli appartamenti del primo piano nobile.

Un'area di 27.000 metri quadrati a sinistra del Castello è occupata dall'Orto Botanico; fondato da Vittorio Amedeo II nel 1729, comprende numerose piante rare ed è fornito di ampie serre, di un erbario e di una Biblioteca, dove sono conservate preziose tavole botaniche del XVIII secolo.

  • Indirizzo: Viale Mattioli 39, Torino (Corso Massimo D'Azeglio - Parco del Valentino). L'edificio è raggiungibile con i mezzi pubblici (consulta linee e orari sul sito Gtt - Gruppo Torinese Trasporti)
  • Aperture: l'edificio è aperto al pubblico in occasioni particolari e su prenotazione
  • Durata della visita: 1 ora e mezza circa

>>>VILLA DELLA REGINA 37

Progettata a partire dal 1615 da Ascanio Vittozzi e per volere del principe cardinal Maurizio di Savoia su modello delle ville romane, divenne nel Settecento dimora prediletta di due Madame Reali, Anna d'Orléans e Maria Antonia di Borbone-Parma che commissionarono ai più importanti artisti dell'epoca eleganti interventi di ampliamento e decorazione per trasformare il complesso in una confortevole e suggestiva residenza di villeggiatura reale. Unica "vigna collinare" giunta fino a noi e soltanto da poco riportata al suo antico splendore dopo un lungo intervento di restauro, Villa della Regina torna a mostrare le sue grandi sale, gli scaloni e uno scenografico giardino all'italiana con sculture, viali fioriti, il suggestivo teatro d'acque ed il sistema di quinte prospettiche chiuse tra il Belvedere e il Padiglione dei Solinghi.

  • Indirizzo: Strada Comunale Santa Margherita 69, Torino. L'edificio, sito nella prima collina, è raggiungibile con i mezzi pubblici (consulta linee e orari sul sito Gtt - Gruppo Torinese Trasporti) Per arrivare all'entrata bisogna prevedere anche pochi minuti di camminata in salita
  • Aperture: il palazzo è aperto tutto l'anno, dal martedì alla domenica
  • Durata della visita: 1 ora e mezza circa

>>>BASILICA DI SUPERGA E REALI TOMBE DI CASA SAVOIA 51

Salito sulla collia di Superga per osservare la città assediata dalle truppe franco spagnole nel 1706, il duca di Savoia Vittorio Amedeo II si inginocchiò davanti alla statua della Madonna delle Grazie promettendo che, in caso di vittoria, avrebbe fatto costruire una grande chiesa in onore della Vergine. E vittoria fu. Il 1° novembre 1731 la Basilica, costruita su progetto dell'architetto Filippo Juvarra, fu inaugurata con una cerimonia solenne di fronte al re Carlo Emanuele III di Savoia. Oltre al magnificente interno della basilica è inoltre possibile visitare la cripta con le tombe di oltre sessanta membri di Casa Savoia, vedere la sala dei Papi, dove è conservata l'unica raccolta al mondo di ritratti su tela di tutti i pontefici della storia, accedere agli appartamenti reali ed infine salire sulla cupola per ammirare un panorama mozzafiato sulla città e sull'intero arco alpino.

  • Indirizzo: Strada della Basilica di Superga 73, Torino. L'edificio, in collina, è raggiungibile con i mezzi pubblici urbani e/o con la combinazione tra mezzi pubblici urbani e cremagliera (consulta linee e orari sul sito Gtt - Gruppo Torinese Trasporti). La durata del viaggio è compensata da uno splendido panorama
  • Aperture: l'edificio è aperto tutto l'anno
  • Durata della visita: 1 ora e mezza circa

>>>REGGIA DI VENARIA REALE 55

Il monumentale complesso, già definito la piccola Versailles dei duchi di Savoia, fu edificato a partire dal 1658 per volontà del duca Carlo Emanuele II come nuova e sfarzosa Residenza di piacere e di caccia. Alla sua realizzazione, iniziata nel 1658, si alternarono i più importanti architetti di corte: Amedeo di Castellamonte, Michelangelo Garove, Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri contribuirono a creare un grandiosa Reggia barocca che, con i suoi vasti Giardini, rappresenta uno dei più significativi esempi della magnificenza dell'architettura e dell'arte del XVII e XVIII secolo. Durante le invasioni napoleoniche la struttura venne depredata e sventrata, cadendo in un lento e profondo abbandono a cui ha posto definitivo rimedio soltanto l'ultimo recupero, terminato nel 2007 e segnalato come il più imponente cantiere di restauro d'Europa.

La Reggia è tornata a vivere e, con i suoi 80.000 metri quadri di superficie, 5.000 metri quadri di affreschi e decori, 80 ettari di Giardini con oltre 40.000 nuove piantumazioni e opere d'arte contemporanea, si conferma anno dopo anno tra le principali mete turistiche del territorio attestandosi tra i cinque beni culturali più visitati in Italia. 

>>>PALAZZINA DI CACCIA DI STUPINIGI 49

Il grandioso complesso barocco fu voluto nel 1729 dal re Vittorio Amedeo II per lo svolgimento della rituale attività venatoria di corte: il progetto fu affidato a Filippo Juvarra che escogitò un edificio dall'inconsueta pianta stellare con quattro bracci a croce di Sant'Andrea ed un salone ellittico al centro, fulcro della palazzina e punto da cui si articolano le rotte di caccia che si diramano sul vasto territorio di possedimenti circostante; i successivi ampliamenti, con il prolungamento del parco e dei fabbricati in direzione della capitale, furono opera degli architetti Prunotto, Birago di Borgaro e Antonio Bo (1767-1777).
Tanti tra i più noti pittori, ebanisti e scultori dell'epoca lavorarono a Stupinigi, contribuendo a trasformare la palazzina in uno dei più preziosi scrigni d'arte all'interno della corona di delizie sabauda. La palazzina, riaperta nel 2011 dopo un lungo restauro, ospita il Museo dell'Arredamento e dell'Ammobiliamento artistico con opere di grandi maestri ebanisti piemontesi come Luigi Prinotto e Pietro Piffetti.

>>>CASTELLO DI RACCONIGI 47

Nato come dimora fortificata all'inizio dell'XI secolo e trasformato in un edificio fastoso e moderno a partire dalla seconda metà del Seicento con i progetti di Garino Guarini e André le Notre, neL 1832 il castello di Racconigi fu ufficialmente scelto come sede per le "reali villeggiature" di casa Savoia da Carlo Alberto che spiegava di "non essere alfine riuscito a rinunciare all'amata campagna" a cui tanto si sentiva legato. Ampliato e riallestito nell'Ottocento grazie agli interventi di Ernst Melano e di Pelagio Pelagi, il castello conserva oggi insieme agli ambienti ufficiali, specchio del potere e del cerimoniale di corte, appartamenti privati dal fascino intatto e ambienti per il personale di servizio, autentiche stanze di "una casa vissuta" della quale è infine possibile visitare anche le cucine. Immancabile poi la passeggiata nel parco all'inglese, luogo suggestivo in ogni stagione per la varietà di specie vegetali e di animali protetti che vi abitano, per i sentieri tortuosi, i boschetti, il lago, le grotte e le rovine che lo hanno condotto nel 2010 ad essere nominato il parco più bello d'Italia.

  • Indirizzo: Via Francesco Morosini 3, Racconigi. L'edificio è raggiungibile in treno da Torino (consulta orari sul sito Trenitalia). La stazione dista circa 10 minuti a piedi dal Castello
  • Aperture: l'edificio è aperto tutto l'anno, dal martedì alla domenica
  • Durata della visita: 1 ora e mezza circa

>>>CASTELLO DUCALE DI AGLIE' 46

L'edificio, di origine medievale, fu trasformato in grandiosa dimora nobiliare dal Conte Filippo San Martino di Agliè che a partire dal 1646 affidò ad Amedeo di Castellamonte il compito di creare nel cuore della campagna canavesana una residenza imponente e capace di reggere il confronto con il Palazzo Reale di Torino. Acquistato dalla Corona nel 1765, il castello fu ampliato da Ignazio Birago di Borgaro che creò una nuova piazza come prosecuzione del cortile d'onore, coinvolgendo nel progetto urbanistico anche il borgo e la chiesa parrocchiale. Passato prima nelle mani di Carlo Felice di Savoia e dalla consorte Maria Cristina e poi nel 1849 tra le proprietà dei duchi di Genova, il castello venne ulteriormente arricchito nel corso del tempo. Oltre 300 stanze, un grande salone da ballo affrescato, la quadreria, il teatrino, una preziosa collezione di reperti archeologici ed oggetti esotici rendono oggi il castello un trionfo di eleganza e splendore. L'edificio è circondato da un giardino all'inglese e all'italiana e da un rigoglioso parco con alberi secolari.

  • Indirizzo: Piazza del Castello 1, Agliè. L'edificio, nel Canavese, non è raggiungibile con mezzi pubblici
  • Aperture: l'edificio è aperto tutto l'anno, dal martedì alla domenica
  • Durata della visita: 1 ora e mezza circa

>>>APPARTAMENTI REALI DI BORGO CASTELLO 52

Immersi nel Parco Regionale della Mandria, dove venivano allevati i puledri destinati alla caccia e alla cavalleria militare e antico teatro delle lunghe ed appassionate battute di caccia di Vittorio Emanuele II, gli appartamenti del Borgo Castello rivelano il lato più intimo e personale della vita del Re Galantuomo. Gli ambienti, ancora interamente provvisti del mobilio d'origine, furono creati per ospitare il Re e la sua amata Rosa Vercellana nei momenti più privati della loro esistenza, quando il cerimoniale di Corte poteva lasciare il posto ad una serena vita di campagna. 

>>>CASTELLO DI RIVOLI 54

Posto sulla sommità di una collina morenica all'imbocco della valle di Susa, il Castello di Rivoli domina Torino e sua la vasta pianura. Nato in epoca medievale come casa-fortezza e poi riplasmato per volere di Carlo Emanuele I che ne decretò la trasformazione in vera e propria residenza di loisir, il castello fu incendiato e in parte distrutto nel 1693 dalle truppe del generale francese Catinat. I lavori di ricostruzione furono affidati a Michelangelo Garove e poi a Filippo Juvarra che progettò per Vittorio Amedeo II una reggia imponente e scenografica, in grado di competere con le più belle residenze europee e capace di proiettare la grandezza del sovrano ben oltre i confini del suo piccolo stato. Il magnifico progetto - di cui rimangono schizzi e disegni a testimonianza delle mire sempre ambiziose dell'architetto messinese - non fu però mai terminato. Dopo un lungo restauro, il castello si offre oggi come edificio unico nel suo genere, straordinaria architettura incompiuta dove gli antichi stucchi e i raffinati affreschi dialogano con le opere del celebre museo d'arte contemporanea.

>>>CASTELLO DI MONCALIERI 56

Questo imponente avamposto in posizione panoramica a Sud di Torino, costruito prima del 1200, fu roccaforte del comune di Moncalieri, poi degli Acaia e infine dei Savoia. Jolanda di Valois, consorte di Amedeo IX, fu l'ispiratrice di un primo ampliamento con le torri angolari.
 Passò a splendida vita fra Seicento e Settecento per opera di Carlo e Amedeo di Castellamonte, dello Juvarra, di Benedetto Alfieri e Francesco Martinez. L'arrivo delle truppe francesi apportò gravi danni all'edificio, che fu utilizzato come caserma e ospedale militare. Nella seconda metà dell'Ottocento, gli appartamenti di Vittorio Emanuele II e della regina Maria Adelaide vennero riallestiti e arredati secondo il gusto eclettico tipico dell'epoca, cancellando quasi completamente le tracce dei secoli precedenti.

Il castello è stato teatro di importanti eventi: qui nel 1475 fu firmato il "trattato di Moncalieri" fra Carlo di Borgogna e Galeazzo Sforza; sempre qui il "Padre della Patria firmò il 20 novembre 1849 il primo ed il secondo Proclama di Moncalieri, chiedendo agli elettori di sostenere candidati favorevoli alla politica della Corona dopo la bruciante sconfitta della Fatal Novara. Meritevoli di visita sono gli appartamenti reali, con i ricordi di Vittorio Emanuele II, di Maria Clotilde e di Maria Letizia di Savoia.

>>>CASTELLO DI POLLENZO 57

Costruita alla fine del XIV secolo, la residenza venne ampiamente rimaneggiata in forme neo-gotiche negli anni '30 dell'Ottocento per volontà di Carlo Alberto, che vi impiantò una moderna azienda agraria con vigneti e cantine, dove l'enologo Paolo Francesco Staglieno ebbe l'incarico di sperimentare le nuove tecniche di vinificazione sulle uve nebbiolo. Carlo Alberto incaricò Pelagio Pelagi ed Ernesto Melano di imprimere al castello uno stile neogotico, in armonia con il parco riprogettato secondo il gusto romantico dell'epoca dall'architetto Xavier Kurten. Dei rifacimenti ottocenteschi progettati da Pelagio Palagi e Ernesto Melano fa parte anche l'annessa Chiesa di San Vittore, decorata dai dipinti di Carlo Bellosio e impreziosita da una parte del coro ligneo del XVI secolo già nell'abbazia di Staffarda. Il complesso carloalbertino ospita oggi l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.

>>>CASTELLO CERTOSA REALE DI CASOTTO 58

Eretta come monastero nella prima metà del XII secolo da monaci certosini e distrutto diverse volte nel corso dei secoli, il complesso venne ricostruito su progetto dell'architetto Francesco Gallo prima e di Bernardo Vittone poi (1754), che le conferì l'aspetto di dimora signorile. Si deve a Carlo Alberto, che l'acquistò nel 1837 dopo i saccheggi delle truppe francesi e l'abbandono da parte dei monaci, il primo restauro della Certosa dove il re si recava per dedicarsi alla caccia, così come successivamente farà anche Vittorio Emanuele II. La permanenza dei Savoia nel Castello di Casotto durò poco più di quarant'anni; tra le sue mura trascorse alcune estati la principessa Maria Clotilde, primogenita di Vittorio Emanuele e di Maria Adelaide d'Asburgo che la lasciò orfana a soli 12 anni. Al primo piano del Castello si può ammirare la pinacoteca che raccoglie i quadri trasferiti dai Savoia dal Palazzo Reale di Torino e dal Castello di Agliè. Notevoli le camere di Umberto I, del Principe Oddone, della principessa Maria Clotilde e della principessa Maria Pia, con arredi originali e letti a baldacchino di assoluto valore artistico.

>>>CASTELLO DI GOVONE 59

Edificio di origine medioevale, passato dai conti Solaro ai Savoia nel 1792, fu scelto dal re Carlo Felice per le sue villeggiature estive. Nel 1870 venne ceduto all'amministrazione comunale, che ancora oggi occupa parte delle sale, decorate da pitture e preziose carte cinesi settecentesche. Lo scenografico scalone d'onore a due rampe della facciata è ornato da rilievi e sculture provenienti dai giardini della Reggia di Venaria Reale. La Residenza è circondata dal parco all'inglese e dal giardino pensile. All'interno sono visitabili il salone da ballo dove sono presenti affreschi mitologici degli inizi del XIX secolo, le sale auliche e l'appartamento delle principesse ornato da preziose carte cinesi. Il Castello di Govone è anche famoso per il giardino settecentesco all'italiana, dove sono coltivate numerose varietà di rose e fiorisce una rara specie di tulipano selvatico (Tulipa oculus solis).